Letture civili

Lc 11 – Non arrendetevi

Tutti noi adulti siamo anche genitori!

Due cose lasceremo ai nostri figli: questa terra e questa società. Come gliele vogliamo lasciare?

 

Care amiche e Cari amici,

durante le ferie ho trovato per caso nella libreria “Incontro” di Soverato questi due libretti. Li ho letti subito interrompendo altre letture più voluminose (ero in ferie!). Ho avuto subito la convinzione che mi siano capitati in mano al momento giusto. Perciò non posso non parlarvene e non invitarvi a leggerli.

 

Il momento giusto. E’ la situazione civile (politica, amministrativa, economica) in Italia. Forse la totalità dei cittadini sta sperimentando la delusione, qualunque sia l’identità politica in cui si sono aggregati ed espressi tramite il voto. Credo che nessun elettore che ha votato si sia sentito soddisfatto perché la fiducia riposta nella loro delega è stata frustrata e tradita; gli elettori che non hanno votato erano già delusi e rassegnati. Le istituzioni che ne sono scaturite, Presidenza della Repubblica e Governo, non corrispondono alle aspettative dei cittadini elettori perché i leader eletti sono stati incapaci di scegliere e di volere altre soluzioni possibili. Infine la stessa attività legislativa del Parlamento è condizionata da rapporti di forza contrastanti e di ricatti e cedimenti; nessuno governa ispirandosi ad un progetto globale e a lungo termine per l’interesse dei cittadini, ma solo per prolungare il proprio potere di settimana in settimana. Anzi, probabilmente uno scopo lungimirante comune a questi litiganti (oligarchie consociate) esiste: manipolare la Costituzione per diminuire la partecipazione democratica dei cittadini. Questo e non altro!

Chi può percepire tutto questo come una condizione normale di democrazia?

 

1.- STEPHANE HESSEL: Non arrendetevi! Passigli Editori. 2013

Di Stéphane Hessel vi ho già segnalato i precedenti libretti (vedete Letture civili 6 che vi invio di nuovo nell’allegato) intitolati: Indignatevi!, Impegnatevi!, Il cammino della speranza, Vivete! Ma, forse consapevole che anche l’indignazione e l’impegno possono affievolirsi e svanire, poco prima di lasciarci ci ha di nuovo ammoniti: Non arrendetevi!

Una recensione:

In questo nuovo pamphlet, scritto alla vigilia della sua morte nel febbraio 2013, Stéphane Hessel riflette sui fenomeni di protesta che avevano trovato nelle pagine del suo celebre “Indignatevi!” la loro spinta ideale. Approfondendo le motivazioni che avevano ispirato quel fortunato appello, venduto in oltre quattro milioni di copie, in questo suo nuovo scritto Hessel si rivolge a quei movimenti che in tutta Europa hanno fatto della protesta la loro ragione d’essere, invitando vecchi e nuovi “Indignati” a non farsi incantare da pericolosi populismi: “Indignarsi non basta. Se qualcuno crede che per cambiare le cose basti manifestare per le strade, si sbaglia. E’ necessario che l’indignazione si trasformi in un vero impegno”. E’ un invito alla società civile, e in particolare ai giovani, a una rinnovata partecipazione attraverso quelle istituzioni che in una democrazia sono un indispensabile tramite tra il potere e i cittadini: i partiti politici. Hessel non ha dubbi: “I partiti politici tradizionali si sono chiusi troppo in se stessi… Se volete che le cose cambino, il lavoro deve essere fatto con l’aiuto dei partiti. Perfino con i loro difetti, le loro imperfezioni, le loro insufficienze… Bisogna infiltrarsi nelle loro strutture per cercare di cambiarne il funzionamento dall’interno”. Il padre della protesta spontanea degli “Indignados” invita insomma a non farla degenerare nell’anti-politica.

 

Dal testo:

Ci sono molti modi di intervenire in politica, di suscitare il dibattito, di proporre idee. Lo scrittore Vàclav Havel … una volta disse: “Ognuno di noi può cambiare il mondo. Anche se non ha alcun potere, anche se non ha la minima importanza, ognuno di noi può cambiare il mondo”. (p.20)

I partiti politici tradizionali si sono chiusi troppo in se stessi. Sono anchilosati e hanno bisogno di una scossa. Nonostante tutto, però, continuano a essere uno strumento essenziale della partecipazione politica. Credo che non si debba neppure dubitare dell’opportunità di entrare in un partito. Io sono del tutto convinto che si debbano utilizzare le forze politiche esistenti. Meglio stare dentro che fuori. Ai miei amici ripeto sempre la stesa cosa: se volete combattere i problemi, se volete che le cose cambino, nelle democrazie istituzionali nelle quali viviamo il lavoro deve essere fatto con l’aiuto dei partiti. Perfino con i loro difetti, le loro imperfezioni, le loro insufficienze.

Ognuno di noi deve trovare il partito più vicino alle proprie preoccupazioni, il più disposto ad appoggiare le proprie rivendicazioni, ed entrare a farne parte. Non ci si deve illudere. Non ne troverete mai uno, neppure uno, che coincida al cento per cento con la vostra linea. Ma le cose stanno così, questo fa parte del gioco. Trovate che non abbiano abbastanza vigore? Che non siano abbastanza determinati? Non dimenticate che siete voi che potete infondere loro quel vigore e quella determinazione. (p.21-22)

Come ho già avuto occasione di dire, a livello politico non si deve avere il dubbio se entrare o meno nei partiti. Bisogna infiltrarsi nelle loro strutture per cercare di cambiarne il funzionamento dall’interno, e così far avanzare le nostre idee in materia di partecipazione democratica, economia sociale e tutela dell’ambiente. Non si tratta di cambiare i valori fondamentali tradizionalmente difesi dalla Sinistra, ma di dare loro un rinnovato vigore. (p.27)

Dobbiamo far sì che i partiti diano voce, prima di tutto, ai propri militanti, allargando il ricorso al sistema delle elezioni primarie e aprendo nuovi canali di partecipazione. E che si aprano alla società, stabilendo nuove e fruttuose relazioni coi propri simpatizzanti, con le associazioni civiche e con altri collettivi organizzati. (p.27-28)

 

2.- JOACHIM GAUCK: Libertà! Add Editore 2012

In questo libretto è pubblicata una conferenza in cui l’autore ha illustrato tre concetti: Libertà, Responsabilità, Tolleranza.

I primi due sono quelli che, in questo momento, mi hanno particolarmente toccato. La libertà è il frutto di un cammino esperienziale, sia nella storia della persona sia nella storia dei popoli (o delle nazioni). La prima fase consiste nel liberarsi dai vincoli esterni (la persona dai vincoli dei genitori, le nazioni dalle dominazioni esterne e dai dittatori); questa è la fase della liberazione (adolescenza). Ma non basta liberarsi. La seconda fase consiste nella realizzazione della libertà: è il momento di fare una scelta responsabile verso se stessi e verso gli altri. Se non mi assumo la responsabilità di una scelta, la libertà resta irrealizzata, resta vuota.

 

Una recensione:

Partendo dall’esperienza tedesca di unificazione, in questo piccolo ma ricco saggio Joachim Gauck, attuale presidente della Repubblica Federale di Germania, vuole trovare le basi di una memoria condivisa, non solo tedesca ma europea, partendo dal racconto degli anni bui del comunismo fino agli attuali sviluppi democratici da perfezionare e conservare. I cittadini dell’ex Germania dell’Est portano con sé un patrimonio culturale e politico fondamentale per comprendere il valore della libertà e contribuire, con la loro esperienza, a una crescita di valori democratici fondamentali per l’Europa intera. In queste pagine le riflessioni dell’autore su libertà e responsabilità sembrano avere il respiro di Vaclav Havel, considerato da Gauck un modello di riferimento politico, e si aprono a un discorso sull’Europa e sull’Occidente che sa essere un punto di partenza per la scoperta di una nuova e possibile unità. Prefazione di Tonia Mastrobuoni.

 

Dal testo:

Venne da me un mio ex collega e con tono lamentoso mi disse: “Sai chi sta accaparrando tutte le cariche pubbliche? In prima fila ci sono i “vecchi compagni”, poi i cattolici”. …

Il mio ex collega provava disgusto per la nuova situazione. Non mi dimostrai comprensivo e chiesi piuttosto: “Amico mio, quando i posti venivano assegnati in quel modo, ti sei impegnato in prima persona a puntare il dito contro coloro che adesso stanno seduti lì e della cui presenza adesso ti lamenti?” (p.36)

Ciò che dobbiamo tener sempre vivo non è un sapere che si impari attraverso studi faticosi bensì la prontezza a impegnarci quando si presenti la possibilità dare forma, e di contribuire a dare forma, alla cosa pubblica. Se riusciamo a mostrarci pronti nei confronti di questa capacità che risiede in noi e verso la realtà che ci circonda, allora possiamo usare la parola “responsabilità”.

Io chiamo “responsabilità” la libertà degli adulti. (p.38)

Dio ha creato gli esseri umani a sua immagine, dotandoli della meravigliosa capacità di assumersi responsabilità. (p.42)

La capacità di assumersi responsabilità non è entrata nelle nostre vite quasi fosse stata calata dall’alto da filosofi, politici o ecclesiastici. E’ parte dei fondamenti dell’umano. Perdiamo noi stessi se nono cerchiamo di seguire questo principio. (p.44)

____

p.s.

– Questi uomini testimoni mi hanno aiutato a maturare una decisione, molto difficile per me che sono uno spirito di nessuna chiesa, né religiosa né laica: ho deciso di iscrivermi, cioè di assumermi formale impegno di partecipazione alla politica della mia comunità tramite un partito. Quale? Quello che più di tutti mi ha provocato delusione e indignazione!

– Se gradite questa lettera e se leggete i libri indicati (perché ovviamente col temine Letture civili intendo i libri che vi indico non la mia lettera), anche io gradirei conoscere i vostri commenti. Se vi piace comunicare questa lettera ai vostri amici inoltratela pure; è bello fare rete, fare il passa parola! Se invece non gradite e non volete riceverne altre, ditemelo.

– I libretti indicati costano euro 6 e 6,90. Se siete poveri, c’è un rimedio forse. Ricordiamo che in Italia la Politica è finanziata con soldi pubblici affinchè anche ai poveri sia possibile fare politica: quindi provate a rivolgervi a un partito e chiedergli di contribuire, dato che i soldi li ha già ricevuti in acconto e ne è il responsabile amministratore, al vostra partecipazione politica.

 

Varese 30.09.2013                                                                      Mario Cucchi/Nonno Nuvola

nonno.nuvola@tin.it

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