milleanni non è mai

HOMO DONANS E PACE

pace3016 -997/1

Tutti noi adulti siamo anche genitori.

Due cose lasceremo ai nostri figli: questa terra e questa società.

Come gliele vogliamo lasciare?

 

Care Amiche e Cari Amici,

sono passati tre anni da quando ho scelto di dedicare il mio impegno al progetto “Pace3016”, cioè affinchè tutte le condizioni necessarie per costruire la PACE per tutta l’umanità siano realizzate, almeno entro mille anni; certo potrebbero bastarne molti di meno, ma mettiamo pure in conto un tempo massimo. Ma attenzione! Il tempo passa. Ora restano solamente 997 anni! A che punto è l’avanzamento dei lavori del progetto? Ecco, la data del compleanno di questo progetto è un’occasione opportuna per considerare e riflettere su questo percorso.

 

Brevissimamente.

. 2016 –1000 anni: concepimento del progetto e comunicazione agli amici.

. 2017 –999 anni: riflessione sull’importanza della giustizia per la realizzazione della pace: giustizia e pace.

. 2018 –998 anni: riflessione sulla necessità di acquisire consapevolezza della uguaglianza fra ogni persona: uguaglianza e pace. E consapevolezza anche dell’uguale diritto di ogni persona di accedere alle risorse per la sua esistenza: i beni comuni.

. 2019 –997 anni: homo donans. Questo è il concetto che guida la mia riflessione in questo terzo compleanno.

 

Questa definizione dell’essere umano è presentata e descritta da Genevieve Vaughan. E’ semplice comprenderla: qual è la condizione assolutamente necessaria per l’esistenza di ogni essere umano? Forse la sua postura di homo erectus, la sua abilità di homo faber, la sua intelligenza di homo sapiens, e aggiungiamo di homo sapiens sapiens, ed economico, e tecnologico, e politico, ecc.? No! La risposta di Genevieve Vaughan è quest’altra: l’esistenza di ogni essere umano è possibile esclusivamente perchè egli riceve i mezzi per la sua esistenza gratuitamente dalla madre. L’essere umano esiste perchè la madre dona e il figlio riceve il dono materno. Senza il dono l’esistenza dell’essere umano, l’umanità, è impossibile. Quindi l’essere umano è HOMO DONANS.

 

L’autrice alla luce di questa definizione ha riconsiderato l’organizzazione sociale ed economica della società umana. Accenno brevemente ad alcune fondamentali considerazioni. Esse non sono esaurienti, lo so; ma ve le porgo come stimolo affinchè ognuno sia motivato ad approfondirle consultando le sue pubblicazioni.

 

1.- Il dono e lo scambio sono transazioni distinte perchè si fondano su logiche diverse.

La logica dello scambio consiste nella misurazione, o quantificazione e valutazione, degli oggetti scambiati e della loro convenienza per ciascuno dei soggetti che scambiano. Sia che si tratti di scambio tramite il denaro, sia che si tratti di baratto fra oggetti o di scambio di servizi. Lo scambio è bidirezionale (è una transazione che coinvolge due soggetti) ed egocentrico (a condizione che ognuno ne ricavi il proprio vantaggio).

La logica del dono consiste nel dare valore alla esistenza del ricevente, nel soddisfare il suo bisogno. Il donatore non quantifica il dono per valutare ciò che potrà riceverne in cambio. Il dono è una transazione unidirezionale e alterocentrica. Esiste anche una alternanza o reciprocità di doni (non è appropriato dire “scambio di doni”) quando il ricevente offre egli stesso un dono al suo donatore. Ciò che distingue l’alternanza o reciprocità di doni dallo scambio è che i doni avvengono come singole transazioni, non commisurate o condizionate fra di loro.

 

2.- Solo la madre può fare il dono originario perchè solo lei ha i mezzi per sostenere la vita del figlio; quindi l’economia originaria della società umana è materna o matriarcale. Solo più tardi sorge l’economia dello scambio imposta dall’uomo o patriarcale (l’autrice ritiene che sia la conseguenza del diverso rapporto che vi è fra madre e figlia e fra madre e figlio). Quindi la sequenza o identità di patriarcato = mercato = capitalismo è una deviazione dall’economia originale o una malattia di essa.

 

3.- La più recente forma di economia dello scambio è il capitalismo. Esso si definisce come una economia di scambio, tuttavia si appropria del dono perché il profitto è ricavato dal plus-lavoro che gli operai “donano” al capitalista-imprenditore. Il capitalista non riconosce questo dono, ma lo espropria e lo ritiene un giusto profitto.

 

4.- Nella attuale società capitalista le donne offrono ancora il dono gratuitamente. Gran parte della attuale economia è prodotta dal lavoro-dono delle donne (il solo lavoro domestico è stimato dagli economisti circa il 45% del PIL mondiale).

 

5.- L’economia che si fonda sulla logica dello scambio non esclude le donne, ed esse possono ovviamente integrarsi in essa (l’autrice tuttavia consiglia caldamente le donne a vigilare consapevolmente sul percorso della loro autorealizzazione). L’economia che si fonda sulla logica del dono non esclude gli uomini,se essi maturano la capacità di donare e scelgono di agirla.

 

6.- L’economia del dono e l’economia dello scambio attualmente coesistono; tuttavia l’economia dello scambio riesce con successo a non riconoscere l’economia del dono (il dono della madre è chiamato “istinto materno”, il dono del lavoratore è chiamato “profitto meritato”).

 

7.- I doni di madre Terra sono fondamentali: l’acqua, il suolo, l’aria, la fertilità, le risorse minerarie, le bellezze paesaggistiche, le specie di animali e di vegetali. Madre Terra pratica solamente la logica del dono. I suoi doni sono i nostri beni comuni. Preserviamoli dalla logica dello scambio.

 

8.- L’economia del dono materno va presa in considerazione come le altre: non solo l’economia capitalista, la green economy, la blue economy, l’economia sostenibile, l’economia della decrescita.

     “Penso che parlando di un’economia del dono, noi stiamo nominando qualcosa che stiamo già facendo, ma che viene celata sotto una miriade di altri nomi e che è tanto irrisa quanto fraintesa. Questo è un passo importante per cominciare a far circolare il suo nome e a fare conoscere la sua presenza in molti e diversi ambiti della vita. E’ importante ricreare anche le connessioni, che sono state recise, tra l’economia del dono, le donne e le economie delle popolazioni indigene, e proporre il paradigma del dono come un approccio che ci può aiutare a liberarci dalla visione di mercato che sta distruggendo la vita sul nostro bel pianeta.” (http://gift-economy.com/introduzione-a-le-donne-e-leconomia-del-dono-una-visione-radicalmente-diversa-del-mondo-e-possibile/)

A questo progetto l’autrice sta dedicando da decenni il suo impegno culturale. A noi condividere il suo messaggio e guidare il futuro, cioè operare per una maggiore espansione e riconoscimento dell’economia del dono materno, fino a costruire una economia che non neghi la vita e il benessere a nessuno.

 

Ci sono due ragioni per cui oggi vi presento il pensiero di Genevieve Vaughan.

Prima, perché questo pensiero lo trovo connaturale alla mia ricerca del percorso per costruire la pace. E’ una tessera-puzzzle che si aggiunge alle altre e delinea più chiaramente questo percorso. In occasione del precedente compleanno ho presentato le mie riflessioni sulla uguaglianza fra tutti gli esseri umani come premessa per la pace, ed avevo accennato a due fondamenti di essa: la vita stessa, (il tempo di vita), e i beni comuni (le risorse per sostenerla). Genevieve Vaughan indica un altro fondamento dell’uguaglianza fra gli esseri umani: il dono materno. Anzi, un duplice dono materno, quello della madre donna e quello della madre terra.

Seconda, perché questo pensiero porta una rivoluzione nella vita di ogni persona. Proviamo a riflettere: quante transazioni della nostra vita quotidiana sono fondate sulla logica del dono e quante sulla logica dello scambio? Presento due brevi elenchi (ognuno di voi può integrarli con la propria esperienza) di comportamenti (transazioni) fondati su queste logiche.

  1. a) Transazioni fondate sulla logica dello scambio (do ut des).

. ogni lavoro/professione regolato da contratto

. ogni acquisto

. la banca del tempo per scambiare un servizio con un altro

. un contributo intellettuale accessibile solamente attraverso un prezzo: come libro, e-boook, e SIAE

. un microcredito, anche senza interesse finanziario, poichè si tratta di un prestito che deve essere restituito in uguale misura

. lo scambio di casa per le vacanze e anche le esperienze dei soci del WWOOF e del SERVAS

  1. b) Transazioni fondate sulla logica del dono:

. la reciprocità dei doni fra madre e figlio (non sono “istinti” o “reazioni”)

. lavoro domestico gratuito praticato da qualunque familiare

. cura alla persona da parte dei familiari

. volontariato

. contributi intellettuali gratuiti tramite internet

. contributi intellettuali in riunioni, conferenze e convegni accessibili gratuitamente

. alimenti gratuiti prossimi alla scadenza ma ancora commestibili

 

E’ stata una sorpresa per me rendermi conto che nella mia vita, accanto alle transazioni fondate sulla logica dello scambio, ve ne sono tante altre fondate sulla logica del dono. Ho ricevuto e ricevo tanti doni; e io stesso offro doni agli altri. E’ magnifico! E’ una considerazione sulla mia vita di cui non avevo ancora preso coscienza. E certamente anche la vostra vita respira nel dono, tra il donare e il ricevere doni.

Dunque l’economia del dono materno è già presente. Non solo il lavoro domestico (45%), ma tanto altro! Purtroppo le voci della società patriarcale (=mercato=capitalismo) ci plagiano e ci convincono che intorno a noi non c’è altro che mercato mercato mercato! No! Intorno a noi c’è anche tanto dono dono dono! Questo è il cammino verso la pace!

 

Sono felice di aver conosciuto il pensiero di Genevieve Vaughan. Perché? Perché il suo pensiero sostiene profondamente il progetto, tanto caro a me, di conseguire la pace, almeno entro mille anni. Quale visione può essere più affine alla pace se non una società che lavora e si relaziona tramite una economia del dono materno? Genevieve Vaughan, offrendo a noi la sua consapevolezza, sta facendo all’umanità un dono incommensurabile. Certamente è consapevole che il progetto di una società fondata su una economia del dono materno, non è raggiungibile in un tempo breve, non certo nel tempo di vita di una persona. Quindi è un progetto che essa affida alla nostra consapevolezza affinchè ognuno di noi ne divenga un responsabile collaboratore ed erede.

A tutti Dono e Pace!

 

 

Varese 23/01/2019                       Mario Cucchi

 

nonno.nuvola@tin.it

www.pace3016.com

 

Bibliografia:

. Economia del dono materno. Una rivoluzione pacifica. Castelvecchi 2018.

. Homo donans. Per una economia del materno. VandA.epublishing 2015

. Economia del Dono.

http://economiadeldono.org/genevieve-vaughan/

(edizione e-book)

. Il Paradigma e l’Economia del Dono.

http://gift-economy.com/il-paradigma-e-leconomia-del-dono-33/

. Introduzione a Le Donne e l’Economia del dono.

http://gift-economy.com/introduzione-a-le-donne-e-leconomia-del-dono-una-visione-radicalmente-diversa-del-mondo-e-possibile/

. Introduzione a Le Donne e l’Economia del dono. Una visione radicalmente diversa del mondo è possibile.

http://gift-economy.com/introduzione-a-le-donne-e-leconomia-del-dono-una-visione-radicalmente-diversa-del-mondo-e-possibile/

. 36 passi verso l’economia del dono.

http://gift-economy.com/36-passi-verso-leconomia-del-dono/

. Relazione per Porto Alegre Gruppo femminista per l’alternativa economica.

http://gift-economy.com/relazione-per-porto-alegre-gruppo-femminista-per-lalternativa-economica/

 

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