Letture civili

Lc 14 – Rappresentanza e governabilità

Tutti noi adulti siamo anche genitori.

Due cose lasceremo ai nostri figli: questa terra e questa società.

Come gliele vogliamo lasciare?

 

Care amiche e Cari amici!

Per mezzo di queste letture civili vi ho sempre proposto qualche mia riflessione su testi di autori che ritenevo importanti per sostenerci nell’impegno civile. Questa volta, immodestamente, vi propongo le mie riflessioni su un grande problema della nostra convivenza sociale, la così detta questione della legge elettorale, o come direbbero altri, la questione della governabilità. Potete e dovete leggere tanti altri testi su questo problema (come ho fatto io per stimolare le mie riflessioni); dobbiamo ascoltare e pensare, riflettere e impegnarci tutti!

Vi invito ancora, come ho fatto in precedenza, ad assumervi impegno personale nella partecipazione politica; vi testimonio che è necessario, ma non basta, il proprio impegno “personale”, nella propria professione e nella propria vita quotidiana. La società in cui viviamo non è un informe insieme di individui; non basta che ognuno tenga accesa la sua fiammella! E’ necessario, ma non basta!

Noi “conviviamo” perché la nostra società ha una struttura fondata su regole; una struttura creata tramite la partecipazione, affidata a persone che devono gestirla con responsabilità per il bene di tutti. Vi invito a partecipare alla gestione di questa struttura!

Ovviamente mi sarà molto gradito ricevere le vostre risposte alle riflessioni esposte qui; sono riflessioni, non una dottrina. Mi piace stimolare partecipazione, non silenzio!

 

Introduzione.

– Il referendum contro la legge elettorale detta porcellum non è stato ammesso perché, in caso di esito positivo, avrebbe lasciato l’Italia senza una legge elettorale disponibile in caso di emergenza politica.

– La Consulta invece non ha abolito ma ha solamente corretto la legge porcellum in quelle parti che non erano conformi alla Costituzione, lasciandola tuttavia in vigore. Non ha lasciato l’Italia senza una legge elettorale!

– Dunque non manca una legge elettorale pronta, ora, per poter votare, subito! Per poter convocare gli italiani alle urne non sono necessari né Renzi né Berlusconi, bastano la Consulta e la Costituzione!

– Perché dunque Renzi e Berlusconi si coalizzano precipitosamente per imporre agli italiani una legge elettorale che ripropone sostanzialmente gli stessi difetti politici e soprattutto gli stessi aspetti incostituzionali del porcellum, senza accogliere le correzioni della Consulta nè i suggerimenti, sia pure teorici, del comitato di saggi di Napolitano e Letta? Perché impepdiscono ai loro stessi partiti di discutere e contribuire alla formulazione di una nuova legge elettorale?

– Da alcuni anni succedono nella politica italiana alcuni fatti di cui i cittadini, per quanto è loro concesso di sapere, non riescono a comprendere una spiegazione logica.

– Tuttavia è sotto gli occhi di tutti, è percepito dal buon senso comune dei cittadini, anche se non adeguatamente informati, che i nostri politici di razza si sono incartati, mettono al loro operato una toppa dopo l’altra senza accorgersi che nel frattempo tutto il tessuto si sfrangia definitivamente. Non riescono a guardare i problemi da un punto di vista diverso, sono incapaci di una nuova visione (gestalt).

– E allora ricordo un proverbio del mio paese: quando mancano i cavalli corrono i somari! Visto che i nostri cavalli di razza sono incappati nelle sabbie mobili, provo io, e proviamo noi, a muovere quattro passi.

 

Premessa: RAPPRESENTANZA e governabilita’

 

Rappresentanza.

In un sistema di democrazia delegata la rappresentanza è regolata dalla legge elettorale; essa ha il compito di creare un organo deliberante che sia rappresentativo delle opinioni politiche di tutti i cittadini, senza discriminazione. Costituzione Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale… senza distinzione… di opinioni politiche…”.

 

Governabilità e stabilità.

Il concetto di governabilità ha senso solo se indica il “buon governo”; è intuitivo che non avrebbe senso usarlo per indicare un “mal governo”. E’ anche ovvio che per avere un buon governo occorrono alcune condizioni politiche e soprattutto determinate qualità dei governanti. Certamente una delle condizioni che favoriscono il buon governo è la stabilità o durata di esso, ma non è la sola e neppure la più importante. Perciò, nonostante che il termine governabilità sia tanto diffuso nel linguaggio comune, preferisco distinguere nelle riflessioni che seguono il termine governabilità per indicare il buon governo e il termine stabilità per indicare la durata di esso.

Le condizioni per il “buon governo” e le qualità dei buoni governanti non saranno qui trattate in senso specifico, ma sarà accennato solamente a quelle più strettamente connesse con la rappresentanza.

 

Momenti e responsabilità.

Il buon governo è lo scopo comune sia della legge elettorale sia del parlamento eletto tramite di essa, ma in momenti distinti e con responsabilità diverse. La legge elettorale serve per creare l’organo rappresentativo, cioè il parlamento; il parlamento, e solo lui, è responsabile del governo e della sua stabilità. Il buon governo è compito e responsabilità dei governanti, cioè degli eletti, non degli elettori! Possiamo quindi distinguere due momenti (o fasi) per conseguire la governabilità: il momento elettorale e il momento parlamentare.

 

Supponiamo due tipi di società:

  1. a) In una società con due soli partiti il partito vincente è maggioranza ed esercita il governo. Coincidenza fra momento elettorale e momento parlamentare.
  2. b) In una società con molti partiti supponiamo due situazioni:

– un partito riscuote la maggioranza assoluta dei voti e quindi può esercitare il governo da solo. In questo caso il momento elettorale coincide di fatto con il momento parlamentare in quanto individua immediatamente la maggioranza.

– nessun partito riscuote la maggioranza assoluta dei voti e quindi occorre che tutti i parlamentari eletti si accordino per comporre una maggioranza con il concorso di più partiti. I parlamentari degli altri partiti esercitano l’opposizione. In questo caso il momento elettorale e il momento parlamentare sono distinti.

 

Parte prima – rappresentanza non distorta

La rappresentanza non è distorta quando il voto di ogni cittadino ha pari dignità e importanza con il voto di tutti gli altri cittadini. Per ottenere la pari dignità degli elettori occorre che la legge elettorale non ammetta né soglie di sbarramento né premi di maggioranza. L’organo rappresentativo così eletto riproduce realmente le opinioni politiche di tutti i cittadini, può quindi discutere e deliberare le leggi a maggioranza ed esse sono vincolanti per tutti. Il potere legislativo è attribuito al Parlamento, ricordiamocelo! Al Governo è attribuito il potere esecutivo.

Come procedere per costituire questo tipo di organo rappresentativo e deliberante? Quali leggi elettorali soddisfano il criterio della rappresentanza non distorta? Sicuramente una legge proporzionale pura:

. senza sbarramenti per accedere al parlamento

. senza premi di maggioranza

. con possibilità di esprimere preferenze (*)

. senza candidature plurime (o multiple). (**)

In via subordinata può essere accettabile anche una legge proporzionale corretta, purchè la correzione sia davvero leggera; ma non è la preferibile.

 

(*) Si è detto che le preferenze costano troppo in campagna elettorale e danno luogo a personalismi inopportuni, ecc. Rispondo che non costano troppo necessariamente; basta introdurre e condividere alcune regole: prima, è opportuno definire un tetto alle spese della campagna elettorale per contenerle entro livelli etici e civili accettabili; seconda, è opportuno che i candidati siano individuati dal partito tramite le primarie, e poi sostenuti dallo stesso collettivamente nella campagna elettorale pubblica. Le spese si abbatteranno enormemente!

(**) Si dice anche che le candidature multiple siano semplicemente simboliche. Rispondo che esse turbano la pari dignità del voto: sia perché rendono un ovvio vantaggio al candidato “multiplo”, sia perché l’elettore non può avere la certezza di chi egli stia votando. L’esito del suo voto dipende non dal suo voto ma dalla scelta del candidato “multiplo”.

 

Sulla base di una legge proporzionale pura propongo di prendere in considerazione le seguenti ipotesi:

 

1.- Proporzionale a turno unico.

  1. a) Momento elettorale.

Votare con una legge elettorale proporzionale pura.

Non è necessario che ogni lista (in ogni collegio) sia composta da decine di candidati, cioè di candidati reali e di candidati ombra; è sufficiente che sia proposta agli elettori una lista poco numerosa, frutto di una selezione precedente attraverso le primarie.

  1. b) Momento parlamentare.

Può essere opportuno introdurre alcune modifiche ai Regolamenti parlamentari. Ad esempio:

– ridefinire il numero minimo per la composizione di un gruppo parlamentare.

– i gruppi parlamentari sono formati esclusivamente sulla base della lista in cui i candidati sono stati eletti; in corso di legislatura non si abbandona il proprio gruppo parlamentare per formarne un altro con eletti in altre liste, né si creano nuovi gruppi parlamentari.

– può essere opportuna definire una “rappresentanza imperfetta”(*) per i candidati di quelle liste che non ottengono un numero di parlamentari sufficiente a formare un Gruppo parlamentare. Essi avranno il diritto di partecipare a tutti i lavori parlamentari, con interventi orali e scritti, ma non il diritto di voto.

– su questa base il Parlamento e il Presidente della Repubblica formeranno la maggioranza e il Governo o più Governi di seguito finchè il parlamento confermerà loro la fiducia.

 

(*) La rappresentanza imperfetta non mortifica totalmente la dignità dell’elettore, come invece avverrebbe con uno sbarramento, anche se con percentuale bassissima e con una legge proporzionale corretta, anche se in misura leggera. Con lo sbarramento e la correzione il candidato eletto è escluso completamente; con la rappresentanza imperfetta invece il candidato eletto è accolto e ascoltato e i suoi contributi possono comunque essere valorizzati.

 

 

2.- Proporzionale con secondo turno per la maggioranza.

  1. a) Momento elettorale:

– Il primo turno si svolge con le stesse modalità esposte sopra, serve cioè a eleggere il Parlamento.

– Il secondo turno serve per dare ai cittadini, sulla base dei risultati del primo turno, la possibilità di scegliere una maggioranza di governo indicando sulla scheda il proprio partito e quelli fra gli altri con i quali esso deve aggregarsi per raggiungere una maggioranza in grado di governare (es. 52% di parlamentari). (*)

Il secondo turno tutela due finalità sostanziali di una legge elettorale: prima, tutela la volontà dell’elettore poiché sottrae ai vertici dei partiti la facoltà di fare alleanze che potrebbero essere non accettabili per gli elettori; seconda, aggrega una maggioranza senza ricorrere al premio di maggioranza, cioè senza distorcere la rappresentanza democratica. I cittadini costruiscono una maggioranza reale.

  1. b) Momento parlamentare:

– Anche in questa ipotesi è opportuno applicare il concetto di “rappresentanza imperfetta” e le altre norme sui gruppi parlamentari, come sopra.

– In pratica gli elettori indicano la maggioranza, ma non il premier. Il premier e i ministri (il Governo) sono scelti dal Parlamento (in pratica dalla maggioranza indicata dagli elettori) e dal Presidente della Repubblica secondo la prassi costituzionale.

– Nel caso che i deputati di un partito, incluso dai cittadini nella coalizione di maggioranza, non condividano le finalità o il programma della maggioranza (cui appartengono per volontà dei cittadini), essi decadono e i loro seggi saranno attribuiti in proporzione agli altri partiti della maggioranza (**).

 

(*) Questo secondo turno può sembrare troppo complesso: certo, se lo consideriamo in teoria secondo i calcoli della probabilità statistica sembrerà impraticabile; se invece lo consideriamo nella pratica, le difficoltà si riducono di molto, poiché fra le innumerevoli (in teoria) coalizioni possibili che gli elettori possono indicare ne emergerà un piccolo numero e non sarà difficile individuare la più votata. Anche la legge elettorale australiana è impostata su un meccanismo simile. (Credo che la schedina del totocalcio sia più complessa).

 

(**) Questa norma potrebbe essere in contrasto con l’art.67 della Costituzione:”Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Ma io non intendo che questa norma sia applicata automaticamente in ogni caso di dissenso individuale e occasionale; ma nel caso che i parlamentari del gruppo valutino ed esercitino il loro comune dissenso dalla maggioranza cui appartengono.

 

3.- Proporzionale con Governo del parlamento (o di garanzia).

Questa proposta richiede un capovolgimento dell’attuale approccio alla politica. (*)

Attualmente (costretti al bipolarismo) siamo abituati a costruire, fin dalla campagna elettorale, la maggioranza, il suo Governo e il suo programma, senza nemmeno rispettare il ruolo del Parlamento e del Presidente della Repubblica. Si tratta quindi di una maggioranza che ha degli scopi propri, risultato di patteggiamenti e ricatti reciproci fra i partiti che la compongono, su presunti risultati che dovranno essere confermanti dalle elezioni; riguardo ai problemi del paese ha delle sensibilità e delle priorità proprie, cioè di presunta convenienza per i propri elettori. Spesso verso alcuni problemi non ha nessuna sensibilità.

Nel futuro. E se invece considerassimo prima di tutto i problemi e dopo la maggioranza che può affrontarli? I problemi non sono solamente quelli enunciati e previsti durante la campagna elettorale; quelli elencati da una coalizione o quelli elencati dall’altra; ne sorgono tanti altri non previsti; altri persistono da tempo e mai risolti. Non serve quindi una maggioranza e un programma già definiti durante la campagna elettorale, ma una maggioranza variabile che si aggrega appositamente per risolvere i problemi che di volta in volta occorre affrontare.

In questo approccio alla politica non serve un Governo che sia il Governo di una maggioranza ma che sia il Governo del Parlamento, ovvero un Governo di garanzia che agisca concretamente per la soluzione dei problemi, sostenuto di volta in volta da una maggioranza parlamentare che può mutare in funzione dello scopo da raggiungere, cioè la soluzione del problema.

Per questo nuovo approccio alla politica:

  1. a) momento elettorale: serve una legge elettorale proporzionale pura, come illustrato sopra.
  2. b) momento parlamentare: serve un Governo di garanzia individuato dal Parlamento e dal Presidente della repubblica secondo la prassi costituzionale e sostenuto da maggioranze variabili.

 

(*) Questa proposta è ispirata al modello utilizzato in psicologia sociale per la programmazione e per la conduzione di interventi o progetti in campo sociale. Negli interventi verso realtà sociali non si procede più attenendosi ad una programmazione prestabilita dagli operatori e realizzata, fedelmente o con qualche variazione, dagli stessi senza dare spazio e ruolo agli utenti o destinatari del progetto, ma si dà importanza fondamentale al feedback del utente o destinatario e si costruisce con lui stesso il percorso dell’intervento o progetto nel corso dei lavori. Potrà questo modello essere applicato nell’approccio politico? E che è la politica se non un continuo progetto per la società?

Le scienze sociali offrono modelli e supporti che favoriscono la democrazia! Se per noi è importante che i nostri figli possano vivere in una società democratica dobbiamo impegnarci affinchè esso sia applicato anche in politica. Lo abbiamo il coraggio di sognare?

 

Parte seconda – rappresentanza distorta

Le leggi elettorali che distorcono la rappresentanza possono essere sia proporzionali, sia maggioritarie che miste. Tutte escludono dalla rappresentanza parte dei cittadini mediante vari meccanismi, singoli o combinati: sbarramenti per l’accesso al parlamento, liste bloccate, candidature degli stessi candidati in molti seggi o “recupero” se non eletti nel loro collegio, premi di maggioranza.

Anche il doppio turno e il ballottaggio possono distorcere la rappresentanza se essi assegnano la vittoria (il governo) a una maggioranza qualunque e non a una maggioranza reale.

Non descrivo nei dettagli queste leggi perché non le ritengo, e non sono, conformi alla nostra Costituzione. Espongo comunque alcune osservazioni a sostegno della mia argomentazione.

– Tutte queste leggi elettorali discriminano i cittadini in base alle loro visioni politiche. Il voto di alcuni vale un candidato, il voto di altri vale nessuno o mezzo candidato e quello di altri ancora vale un candidato e mezzo o due. Non è rispettata la dignità di elettore.

– La distorsione della rappresentanza, caratteristica di queste leggi elettorali, è giustificata dall’obiettivo di conseguire una affidabile governabilità, purtroppo intesa riduttivamente come semplice stabilità di un governo, qualunque sia la sua qualità.

– Momento elettorale e momento parlamentare? Con queste leggi elettorali si sminuisce il ruolo del parlamento poiché tutto, sia la maggioranza sia il programma, viene predisposto in fase di propaganda elettorale; il Parlamento e il Presidente della repubblica dovranno solamente ratificare. Ma la nostra è una Repubblica Parlamentare. Ricordiamocelo!

– Viene narrato agli elettori che con questo tipo di legge elettorale essi acquisiscono più importanza (potere) che con quella proporzionale pura poichè con il loro voto possono scegliere non solo il partito preferito ma anche la maggioranza e il governo. In realtà succede che in Italia sia i candidati sia la maggioranza (coalizione) sia il governo gli sono imposti! E l’assenteismo è aumentato! Possibile? E’ spiegabile con la “maggiore importanza” del loro voto? No! Il loro voto diventa semplicemente “utile”. E loro lo sanno!

 

Parte terza – eleggibilita’ e ineleggibilita’

Costituzione art.54, c.2: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

  1. a) I candidati sono eleggibili al massimo per due legislature consecutive ed eventualmente una terza, ma non consecutiva alle prime due; non sono ammesse deroghe.
  2. b) Sono eleggibili candidati:

– che siano liberi da ogni tipo di conflitto di interessi

– che siano liberi da ogni sospetto di coinvolgimento in rapporti di corruzione

– che siano disposti a dichiarare la loro ricchezza e le fonti di essa

– che siano liberi da relazioni di familismo, di clientelismo e di prestazioni professionali con altri candidati, anche se candidati in liste di un altro partito

– che non abbiano riportato condanne e non abbiano processi in corso

– la cui ricchezza personale, proveniente da attività professionale, non superi una certa cifra di euro all’anno (es. i 100.000, o lo stipendio di parlamentare, ecc.).

– Concordare un “tetto di categoria”. E’ opportuno che i partiti, oltre al rispetto delle quote rosa, si diano una norma comune per evitare che nelle loro liste, e di conseguenza nel parlamento, siano presenti un numero eccessivo (es. oltre il 30%) di candidati appartenenti alla medesima condizione professionale (avvocati, medici, giornalisti, ecc.) per evitare che si formi nel corso dell’attività legislativa una lobby di categoria a difesa di vantaggi e interessi di parte.

– ecc.

 

CONCLUSIONE

Sono convinto, che è possibile ottenere il duplice obiettivo di una rappresentanza non distorta e di una più che sufficiente stabilità di governo mediante una legge elettorale proporzionale pura. Il buon governo è compito dei governanti, non degli elettori. I governanti devono avere i requisiti per condurre un buon governo, che non necessariamente deve essere di lunga durata. La stabilità, ricordiamolo, è una sola delle condizioni che rendono possibile il buon governo, e nemmeno la principale; perciò ad essa non va sacrificata la pari dignità degli elettori, attribuita loro dalla nostra Costituzione democratica.

 

Varese 13.02.2014                                                                          Mario Cucchi/Nonno Nuvola

Democratico per la Costituzione

nonno.nuvola@gmail.com

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